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Il Castello di Giomici è una fortificazione medioevale risalente al
X-XII secolo che aveva funzione di avvistamento e difesa della valle del
fiume Chiascio dagli attacchi di Perugia e Assisi nemiche di Gubbio. Tale
ruolo era condiviso con gli altri due castelli della zona: Biscina e
Petroia.
In buono stato di conservazione, vi sono: due torri, alcune abitazioni e
la piccola chiesa del 1154 intitolata a San Michele Arcangelo e che ha
resti di affreschi del 1200-1600 alcuni dei quali ad opera di Matteo da
Gualdo, un soffitto ligneo di notevole pregio e dietro l'altare maggiore
una cornice in stile robbiano.
La leggenda narra che che il castello avrebbe preso il nome dal suo
primo Signore, un nobile tedesco, tale Glomisso, sceso in Italia al
seguito di Ottone III di Sassonia alla fine del X secolo. Da allora ai
tempi odierni il castello ha cambiato nome molte volte ma sempre con
toponimi molto simili tra loro.
Successivamente altri feudatari entrarono in possesso del castello: i
conti Suppolini e i conti di Coccorano. Nell'XII secolo Federico
Barbarossa cedette il castello prima ad Assisi e poi a Gubbio che ne
mantenne il controllo fino al 1217 quando passò sotto la giurisdizione di
Perugia; di fatto però Gubbio continuava a dominare il maniero inviando
ogni sei mesi un castellano. Dalla seconda metà del XIII secolo il
castello di Giomici passò sotto i domini prima dei conti Bigazzini di
Coccorano poi dei Gabrielli; nel 1387 passò per breve tempo da Gubbio ad
Assisi tornando a Gubbio dopo solo 3 anni.
In questo periodo il castello di Giomici seguì le sorti di Gubbio che
rimase sotto il Ducato di Urbino per 247 anni; nel territorio di Gubbio,
nel castello di Petroia, nel 1422 nacque il Duca di Urbino Federico da
Montefeltro che amò la sua città natale sì da eleggerla seconda
capitale del suo ducato e vi costruì il Palazzo Ducale.
Gli attacchi del 1419 sferrati da Braccio Fortebraccio da Montone pesarono
notevolmente sul castello di Giomici e dal 1432 al 1434 venne ricostruita
la cinta muraria gravemente danneggiata.
Nel '500 il castello di Giomici risultava suddiviso tra alcune importanti
famiglie eugubine ed alcune famiglie locali.
A metà del '700 la famiglia Vagni, già proprietaria della villa
costruita poco sotto il castello, acquistò il maniero. Nei primi dell'800, a seguito della
divisione della proprietà tra i due fratelli Luigi e Giuseppe figli di
Francesco Vagni, il
più grande rimase a "Villa Dea", tuttora di proprietà dei
discendenti, mentre il più giovane, essendo ancora un ragazzo, si
trasferì con la madre in una casa in prossimità della villa in attesa
del termine dei lavori di ristrutturazione del castello dove
successivamente vi si trasferì e dove tuttora risiedono i discendenti. Con l'elevazione di Gualdo
Tadino da territorio a città, nel 1837 venne conferito il titolo di
nobili a Luigi e Giuseppe Vagni.
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